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Il sindaco di Perugia e delegato Anci alla Protezione Civile, Wladimiro Boccali, ha scritto ai sindaci dei Comuni aderenti alla campagna ‘Emergenza Comuni Alluvionati’ per ringraziarli del loro gesto di solidarietà.
Con l’assegnazione dei fondi raccolti, si è conclusa la campagna avviata in seguito al verificarsi delle pesanti precipitazioni atmosferiche che nei mesi di ottobre e novembre 2011 hanno colpito diversi Comuni italiani causando l’esondazione di corsi d’acqua, innumerevoli danni a beni mobili e immobili ma soprattutto la perdita di vite umane e numerosi feriti.
La campagna di solidarietà ha portato alla raccolta di donazioni per la somma complessiva di euro 34.500 che, in seguito alle deliberazioni della Consulta di Protezione Civile dell’Anci e del Consiglio Direttivo di Anci Liguria, è stata ripartita come di seguito:
Comune di Genova: euro 10.000 – Per la realizzazione di un progetto per la costituzione di presidi territoriali automatizzati su torrenti e rivi del territorio del Comune,
Comune di Rocchetta di Vara: euro 17.000 – Per il completamento di un nuovo complesso scolastico ricostruito a seguito dell’alluvione del 25 ottobre 2011,
Comune di Pignone: euro 7.500 – Per i lavori di ripristino della zona di accesso alla Piazza Marconi.
Le risorse sono state raccolte grazie alla solidarietà di associazioni, di privati cittadini e dei Comuni di: Bologna, Busana, Cagliari, Campiglia Marittima, Capriata, Carrara, Castel San Pietro, Cinisello Balsamo, Civitella In Val Di Chiana, Collagna, Colleferro, Collesalvetti, Concordia Sagittaria, Grognardo, Lanuvio, Lucca, Milano Zona 3, Monsummano Terme, Noale, Ostellato, Pecetto Torinese, Pieve Di Coriano, Riva Del Garda, Romans D'isonzo, Rosignano Marittimo, Rottofreno, San Teodoro, San Zeno Di Montagna, Santa Croce Sull’arno, Santarcangelo Di Romagna, Senorbi, Siziano, Spoleto, Uggiate,Unione dei Comuni del Rubicone, Verolavecchia. (com/ef)
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E' ancora critica la situazione del dissesto idrogeologico che si sta verificando nel parmense, a seguito del maltempo dei giorni scorsi. Sale, infatti, a 30 il numero di persone evacuate dalla zona di Tizzano, sull'Appennino, causa di frane e smottamenti che ancora non si sono assestati. Problemi seri anche nella zona di Capriglio che resta una delle criticità maggiori.
I dati aggiornati ad oggi sono stati diffusa dalla Provincia che, attraverso i Comuni, ha raccolto 531 segnalazioni di cui 37 idrauliche. Ma complessivamente quelle censite dall'Agenzia regionale di Protezione Civile, comprensive anche delle denunce di Servizio Tecnico di Bacino, Aipo e Consorzio di Bonifica, sono 557.
Gli edifici distrutti o fortemente danneggiati sono cinque: tre abitazioni e due unità produttive. Sono invece sette le provinciali interrotte e sei le strade comunali inghiottite dalle frane e alle quali non c'e' al momento alternativa; altrettante le località isolate per interruzione viabilità comunale. Si tratta nello specifico di Lasagnana (Tizzano Val Parma), Malora (Neviano degli Arduini); Guardasone (Traversetolo). E ancora Trinzola di Castione Baratti (Traversetolo); Case Prinzera (Fornovo di Taro), Bersatico (Lesignano de' Bagni). (com/ef)
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“Alcuni capitoli di spesa per gli interventi sul territorio devono essere obbligatori sia per lo Stato che per gli enti locali. In particolare, le misure di prevenzione sismica e quelle sul rischio idrogeologico devono restare fuori dai vincoli del patto di stabilità”. Lo ha ribadito Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e delegato Anci alla Protezione civile, partecipando questa mattina a Roma ad un dibattito promosso dall’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi) sull’aggiornamento del ‘Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico’ nel nostro Paese.
Nel suo intervento Boccali ha posto anche il tema della legislazione che disciplina la tutela del territorio. “Serve un sistema normativo organico ed, in questo senso, ‘la madre di tutte le battaglie’ è sicuramente il varo di una nuova legge sull’urbanistica”, che – ha evidenziato il sindaco perugino – deve “partire dall’uso limitato del suolo puntando, anche attraverso meccanismi di incentivazione fiscale, sul riuso, sulla riqualificazione urbana e su quella energetica”.
Infine, il tema più volte sollevato dall’Anci della semplificazione e della definizione chiara della ‘filiera’ delle responsabilità. “Quando si realizza un‘opera sul territorio bisogna capire chi fa e che cosa, e di chi sono le competenze. Altrimenti – ha concluso il presidente di Anci Umbria – rischiamo di perderci nei meandri burocratici, e magari nel frattempo arriva la vera emergenza con l’unico responsabile che rimane il sindaco”. (gp)
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